Vademecum del cittadino onesto: buono si, fesso no.

In tempi di forte crisi valoriale ed economica, le dinamiche dell’io con l’altro nell’ambiente tendono a guastarsi, specie in tempi di uso massivo del linguaggio divisivo della piramide dell’odio. Per ogni persona è quindi particolarmente utile allenare la virtù della prudenza in tempi complessi, al fine di preservare la propria salute personale, relazionale e patrimoniale, nell’ambito del sistema sociale che vede sempre un io con l’altro nell’ambiente. Iniziamo quindi con le basi di autodifesa in caso di situazioni di particolare tensione sociale indotta, laddove ciascuno di noi si ritrova impoverito e quindi frustrato nel rapporto con l’altro, anch’esso in una condizione di stress da oggettive difficoltà della vita, in un ambiente che vede l’aumentare di fenomeni antisociali in rapporto al degrado territoriale, caratterizzato da disordine, sporcizia, scritte sui muri incitanti all’odio ed alla divisione, rifiuti non raccolti, basso livello di igiene e manutenzione della cosa pubblica, comportamenti scortesi, maleducati, e guapperie di cartone varie. Proviamo ad immedesimarci in concreto, utilizzando la tecnica didattica della visualizzazione, per comprendere struttura, funzione e dinamica della strategia della tensione. Immaginiamo che in un intero quartiere di circa 150 mila abitanti, vi sia un piccolo gruppo di persone frustrate ed altamente motivate a creare disordini: come si comporterebbero? Si inizia di solito con le scritte sui muri nei pressi delle scuole, scritte che sfruttano tutte le linee di divisione presenti sul territorio, ad esempio, disegnando svastiche nei giorni pari e falce e martello nei giorni dispari, oppure Napoli merda e forza Juve, ma si potrebbe scrivere qualsiasi altra squadra di calcio, di solito si sceglie quella che vede maggiori dissidi storici, in particolare fomentando l’odio con atti vandalici durante i match allo stadio, così da appiccare la fiamma dell’odio sulla paglia dell’ignoranza delle masse. Mettiamo che questo piccolo gruppo di burloni voglia divertirsi, cosa farebbe? Semplice, inizierebbe con la semina strategica delle malelingue, tipico uso di psicologia nera (si consiglia manuale di autodifesa psichica) per cui si instillano (tecnicamente inception) dubbi, paure, menzogne, ad esempio, si dice all’amica di una ragazza che lei è una poco di buono, o si fa lo stesso con l’amica della madre, e così via, per cui le chat di gruppo possono diventare veri e propri covi di briganti con falsificazione, decontestualizzazione, uso improprio di foto e video, spesso frutto di intelligenza artificiale, tutti comportamenti che rientrano nella fattispecie di forme di bullismo. Per proseguire con il grande classico della fidanzata scollata che nessuno pensa ma che diventa l’appiglio per la rissa, come da ultimo, la nuova tendenza della scarpa bianca, per cui basta dire che hai calpestato un piede per generare situazioni di pericolo attivando risse. Un altro grande classico è il Cavallo di Frisia, ovvero un’auto in doppia fila, un motorino o gruppo di motorini che rallentano a strada libera, o generando strettoie, cosa che ci fa capire che i giovani di oggi apprezzano la storia antica, anche se non ne capiscono bene il senso di cultura civile. La hit parade Gomorra 2026 procede con piccoli reati diffusi per amplificare il senso di insicurezza collettivo, coltivando le paure connesse, con reati ben precisi, per cui le molestie si usano per amplificare la paura nelle donne, i furti per terrorizzare gli anziani, il vandalismo per demoralizzare la collettività e così via dicendo. Si può arrivare a forme di pedinamento incappucciato, o marcature a uomo nei bar, di solito condite da simpatiche battute intimidatorie o da segnature delle auto, con scritte come lavami, o simpatici petardi sotto le ruote o cucchiaini, di solito seminati in punti strategici, che ci fanno capire come i giovani buontemponi abbiano un animo delicato e sensibile, direi di umorismo poetico anglosassone. Quindi bastano nuclei veramente piccolissimo (anche una sola persona motivata su un quartiere di 150 mila abitanti) di attivisti dell’odio per ingenerare uno stato di tensione collettiva. Tenendo conto che lo schema comportamentale prevede sempre il danneggiamento dell’io nel suo rapporto con l’altro nell’ambiente, ad esempio familiare, lavorativo, del quartiere, basta difendere queste tre sfere vitali umane per stare tranquilli, sulla base del principio che meno dati si offrono, più si preserva la pace individuale e collettiva. Tornando ai nostri burloni di quartiere, vediamo di comprendere le cinque tecniche più significative messe in scena come classici. Nell’imboscata temporale, si genera un convoglio di problemi indotti, apparentemente scollegati, ma in realtà ben coordinati fra di loro, tutti insieme, contemporaneamente ed urgentemente. Facciamo un esempio burlone. Stai guidando in tangenziale e all’improvviso, una macchina ti stinge a destra, mentre quella davanti frena, e se non sei pronto vai fuori strada. Pensate voi che divertimento: meglio dell’Edenlandia, dove i burloni lasciano simpatici petardi lampeggianti e cucchiaini sparsi vicino alle ruote delle macchine. Devo dire veramente un buon gusto nella scelta degli utensili, che denota un certo gusto poetico anglosassone da animi romantici e delicati. Queste esperienze ludiche di solito avvengono dopo burloni avvertimenti come simpatiche canzoncine umoristiche del tipo “se ci scappa l’incidente, muore solo il conducente” di cui si denota l’uso anche nei bambini, un po’ tipo Zecchino d’oro, con una particolare attenzione dei burloni alla diseducazione ed indottrinamento dei giovanissimi. Ma passiamo ad un altro grande classico partenopeo, nel senso letterale della parola, la sirena fantasma. Sarà sicuramente contenta la nostra mitologica amica che i goliardici giovani contemporanei la citino, generano falsi allarmi di pericolo, ad esempio di continuo, sotto casa, di notte, in modo molto creativo, con il classico dello sportello dell’auto che sbatte, o della moto rumorosa, per non parlare dell’avvicinamento silenzioso nel buio dell’uomo incappucciato, una sorta di revival di cappuccetto rosso in versione nera, cosa che ci fa comprendere quanto le fiabe abbiamo effetti, talvolta deleteri, sui giovani di oggi. Un altro grande classico è l’urlo improvviso in piena notte, mirabile esempio di risparmio energetico, perché con un solo urlo burlone si terrorizza un intero quartiere. E poi dicono che questi giovani non sono concreti. Per i più fortunati, di solito onesti commercianti, l’esperienza musicale del pezzo neomelodico cattivo, dove si associa la musica cattivissima ad una velata minaccia sussurrata ad un amico come se fosse una battura, con effetto di spregio e derisione da bullo, tipico della psicologia nera. Diciamo che la creatività a Napoli non è mai mancata, peccato che sia sempre utilizzata in modo distruttivo, ma continuiamo con i “grandi classici della intimidazione velata, compilation Gomorra 2026”. Nel telefono dell’emergenza i burloni scelgono o un momento di particolare difficoltà della vittima o anche meglio un momento di relax per colpire con un caos indotto da una richiesta urgente, tecnica molto in voga in un popolo di anziani paurosi e burloni ignoranti e maleducati. I danni psico-fisici- comportamentali prodotti da tali tecniche di psicologia oscura sono notevoli, portando le persone in un perenne stato di allerta da adrenalina, specie in caso di movimenti a sorpresa, rapido e veloce, tipico dell’agguato. Altro sintono è la paralisi delle decisioni semplici per cui ogni momento, essendo caricato di emotività, diventa psicologicamente pesante e quindi ogni passo è su un campo minato. Adesso che siamo tutti più consapevoli di come sia facile ed economico generare uno stato di tensione indotto tipico di uso di psicologia oscura, possiamo tutti apprestare le idonee misure di prudenza al fine di autodifendere il nostro io nel suo sano rapporto con l’altro nell’ambiente come bene comune, per promuovere la coesione collaborativa di pace sociale. Nel prossimo articolo vedremo come difenderci dalla strategia della tensione contemporanea e quali sono gli strumenti pratici utili ed economici per ripristinare la nostra salute psico-fisica-comportamentale.
Alfredo Santaniello
