Siamo come bicchieri: teniamoci puliti dentro per essere felici fuori e costruire la pace.

Il mondo moderno è caratterizzato da una complessità dovuta al fatto che non viviamo più in una sola realtà, ma in una realtà multipla formata dal mondo reale, dal mondo virtuale e da quel mondo ibrido che potremmo definire “meta-realtà”, come luogo in cui si ibrida la realtà reale con quella virtuale, come ad esempio le chat di gruppo, le app di incontri personali o gli altri luoghi dove il reale incontra il virtuale. Secondo Luciano Floridi, filosofo  esperto in filosofia dell’informazione e di etica digitale, si tratta di una “nuova esistenza nella quale la barriera fra reale e virtuale è caduta, non c’è più differenza fra online e offline, ma c’è appunto una società “Onlife”: la nostra esistenza, che è ibrida come l’habitat delle mangrovie” in cui non possiamo dire se l’acqua sia salata o sia dolce, poiché è acqua ibrida, un po’ salata ed un po’ dolce, spiegando il concetto di società On-life come la “società delle mangrovie”, perché vivono nell’acqua salmastra dove si incontrano mare e fiume, per cui la nostra vita è sempre più a cavallo fra reale e virtuale.

Tutta la nostra esistenza è il frutto di questa particolare condizione moderna in cui il nostro io, nel nostro rapporto con l’altro e con l’ambiente, si forma in questa realtà ibrida salmastra per cui il tema dell’informazione diventa particolarmente delicato, in particolare in rapporto al proliferare di canali di informazione disponibili, per cui se un tempo tutti ascoltavano le poche stazioni radio disponibili, e poi i pochi canali televisivi sia pubblici che privati, oggi siamo letteralmente bombardati  da un flusso costante di informazioni che provengono da una moltitudine di canali di ingresso, spesso non accreditati, per cui si passa facilmente da ciò che possiamo definire buona informazione a forme di informazione non consapevole, fino a messaggi di vera e propria propaganda.

Questo tema è importante, poiché noi siamo i dati che assorbiamo, poiché siamo come dei bicchieri, per cui ci riempiamo di dati che formano la nostra opinione, per poi riversare il nostro punto di vista, manifestandolo all’esterno sulla base della correttezza dei dati acquisiti.

In questo articolo sollevo il problema della cattiva informazione, cioè di quella informazione deontologicamente svolta in modo errato per cui assistiamo sempre di più al proliferare di messaggi che contengono forme di linguaggio dell’odio, per cui l’assorbimento di tutta questa violenza, spesso travestita da stereotipizzazione, scherzo, pettegolezzo, esposizione dei propri sentimenti o situazioni private in pubblico, accettazione di informazione negative escludendo quelle positive e osservazioni che non tengano conto dell’altrui sensibilità, quelli che definiamo come pregiudizi come atti di sottile esclusione sociale, citando il primo gradino dello “studio della Piramide dell’Odio”, fanno si che ciascuna persona si riempia, come un bicchiere, di dati corrispondenti a notizie non solo false, inesatte e faziose, ma di veri e propri messaggi che contengono violenza tacita o manifesta, per cui ciascuna persona si riempie, proprio come un bicchiere, di contenuti che non solo la informano, ma la formano, per cui sempre più spesso assistiamo ad  una distorsione dei valori in disvalori, per cui il valore della forza come difesa diventa disvalore della violenza come prevaricazione del prossimo. Questo spirito di prevaricazione circola in rete, raggiungendo attraverso i mass media la popolazione, che si “riempie di odio” per mezzo di messaggi di tipo divisivo che generano una crescente conflittualità, per cui viene soffocato il civile dialogo come base non solo della vita democratica, ma di ogni sano rapporto umano. Nel mio saggio “Fratello del Prossimo-Teoria della Complessità Semplice- Moltiplicatore di Resilienza per la Pace” propongo una riflessione sul linguaggio e sull’importanza dello stesso ai fini del mantenimento della pace, in primo luogo della pace interiore dalla quale deriva la pace esteriore, poiché ogni essere umano è come un bicchiere, che può manifestare solo ciò che contiene. Ecco allora l’importanza dei contenuti dell’informazione, per cui questa “ultraviolenza”, citando Stanley Kubrick nel film “Arancia meccanica”, si manifesta come spirito di prevaricazione nella società moderna, nella forma dell’egoismo apatico competitivo, che sempre più ci anestetizza emotivamente, in un processo di deumanizzazione per cui siamo diventati assuefatti alla violenza, fenomeno che ho definito nel mio saggio sopra citato come il fenomeno della “normalità del male”, come processo di corruzione morale per cui non esiste più la distinzione fra bene e male, ma è bene ciò che ci è utile in quel determinato momento, per cui si ha una caduta dei valori costituzionali a favore di una forma di anti-etica caratterizzata dal materialismo ateo relativista ed edonista che crea persone eternamente insoddisfatte e frustrate, specialmente quando il fenomeno culturale descritto si verifica in uno stato economico di stagflazione, cioè di economia stagnante ed inflazione, per cui le persone sono sotto stress per le difficoltà di tipo economico.

Allora cosa possiamo fare in questo contesto di tensione, che fa male a noi stessi come persone ed a tutta la collettività? Possiamo fare quello che ha indicato il pontefice Leone XIV: “Disarmiamo la comunicazione da ogni pregiudizio, rancore, fanatismo e odio; purifichiamola dall’aggressività”, ricordando gli insegnamenti del precedente pontefice Francesco, che parlava delle tre parole per la pace: “grazie, prego e scusa”.

Basta svuotare il bicchiere di noi stessi dalla violenza e riempirlo delle tre parole per la pace per ottenere immediatamente una situazione di benessere personale che si manifesta poi come benessere collettivo, assumendo comportamenti virtuosi di carattere costruttivo, positivo e propositivo di soluzioni pacifiche in una società complessa onlife ed in veloce evoluzione.

Per chi volesse approfondire le tematiche contenute in questo articolo, consiglio il mio libro in uscita: “Fratello del Prossimo-Teoria della Complessità Semplice-Moltiplicatore di Resilienza per la Pace”.

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