L’Associazione Teatrale Cangiani porta in scena “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello a sostegno dell’Istituto delle Suore di Gesù Redentore.

L’Associazione Teatrale Cangiani, ha portato in scena l’opera teatrale “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, il giorno 29 Giugno, con la regia di Lucio Monaco, presso l’Istituto delle Suore di Gesù Redentore di Rione Alto, negli spazi all’aperto. Lo spettacolo di beneficenza è stato organizzato per sostenere l’attività dell’istituto, portando in scena un classico del teatro, “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello. L’evento è stato un momento per riscoprire il valore della visione pirandelliana dell’identità umana per cui l’individuo indossa diverse maschere a seconda delle situazioni di vita in cui si trova, in una realtà frammentata, caratterizzata dall’illusione di una singola identità. Nella ricerca artistica di Pirandello, ciascun individuo indossa “tre maschere” a seconda del contesto sociale, come la maschera per la famiglia, quella per la società e quella per il lavoro, portando gli altri ad una percezione di sé vista in modi diversi. Un tema attualissimo se rapportato alla società moderna dei social media, dove si aggiungono le infinite maschere che indossiamo ogni volta che impostiamo i nostri social con diversi parametri di privacy per cui, in un solo profilo, possono apparire infinite maschere social e quindi sociali, portandoci a riflettere sulla pluralità della propria identità e sull’illusione di un’unica vera identità. Si tratta di un tema attualissimo inerente alla frammentazione dell’io come costante nell’opera di Pirandello, dove la realtà è vista come un flusso continuo (vita) che si scontra con le forme (maschere) che la imprigionano e la rendono artificiale, visione che appare principalmente nell’opera “Uno, nessuno e centomila”, dove l’uomo assume ruoli diversi a seconda delle situazioni, diventando “nessuno” quando è solo. L’opera portata in scena, “Il berretto a sonagli”, ruota attorno al personaggio di Ciampa, la cui moglie Beatrice è accusata di adulterio. Per evitare lo scandalo e la conseguente umiliazione pubblica, metaforicamente rappresentata dal “berretto a sonagli”, Ciampa preferisce nascondere la verità e tollerare l’infedeltà, pur di mantenere le apparenze. Dall’intreccio narrativo emerge il tema dell’impossibilità di mostrare il proprio vero io alla collettività, attraverso un’opera in due atti in cui i diversi personaggi della commedia si trovano in situazioni paradossali di dilemma, in cui l’individuo si ritrova a dover effettuare delle scelte in contesti in cui resta quasi senza via d’uscita, dove le maschere pirandelliane diventano le “tre corde d’orologio in testa”: la seria, la civile e la pazza, per indicare come la vita sia una realtà complessa, in cui il nostro io si ritrova in situazioni in cui la logica della ragione sia diversa da quella del cuore, nell’ambito di relazioni sociali complesse in cui il berretto a sonagli si riferisce al berretto portato dal buffone, simboleggiando lo scorno pubblico cui viene sottoposto il protagonista, con una profonda riflessione che porta lo spettatore a riflettere sul tema dell’impossibilità di mostrare il proprio vero io alla collettività, attivando una riflessione sul peso delle proprie parole ed azioni in rapporto al coinvolgimento della vita degli altri nel determinare la percezione dell’immagine pubblica come componente fondamentale della nostra vita sociale, sollevando quindi un ulteriore spunto di riflessione sulla linea di confine fra la sfera privata e quella pubblica e quindi sull’importanza del concetto di privacy nel mondo contemporaneo. L’opera, pur risentendo del contesto culturale dell’epoca, porta lo spettatore ad una riflessione sull’importanza delle proprie scelte di vita, che non riguardano solo noi stessi, ma anche l’impatto sociale che tali scelte hanno sull’immagine pubblica e quindi conseguentemente sulla vita degli altri nell’ambito del contesto sociale, laddove la “corda pazza” diventa la soluzione per velare una verità dall’impatto sociale troppo forte nel coinvolgimento dei diversi personaggi dell’opera, nella complessità degli equilibri delle loro relazioni sociali dove si intrecciano i temi della verità, dell’apparenza e del ruolo sociale. L’evento è stato un momento di socialità al fine di supportare l’opera benefica dell’Istituto delle Suore di Gesù Redentore, riscoprendo un grande classico.
Alfredo Santaniello
30-6-2025
