C’erano una volta due gemellini, Aldo ed Emily, i quali, come premio per la promozione scolastica, avevano accettato di trascorrere le vacanze estive in campagna dai nonni. Erano contenti di sapere che sarebbero stati coccolati da loro ma, allo stesso tempo, avevano un pò di timore di allontanarsi per la prima volta dai loro genitori, dalle loro sicurezze quotidiane, dalla loro casa. “Ragazzi abbiamo deciso di accompagnarvi con il treno dai nonni, così che dai finestrini possiate stupirvi dei meravigliosi paesaggi che la natura ci offre”” esclamò papà Guido”. Così fu! Una volta preparati i trolley, si incamminarono in questa nuova esperienza. “Guarda lì fuori quanto verde, quanti alberi, quante svariate abitazioni e che bella giornata di sole ci accompagna mettendo gioia nei nostri cuori e meraviglia nei nostri occhi” disse Emily. Giunti alla stazione ecco gli inconfondibili nonni: il nonno con la sua figura rassicurante e paterna, la nonna con i suoi capelli rossi ‘da creativa’, come si definiva. I nonni, vedendo i piccoli nipoti, subito gli  lanciarono le braccia al collo e, baciandoli ripetutamente e rumorosamente, dissero: “Benvenuti!!!! Vi aspettavamo e siamo contentissimi di avervi qui!”, poi abbracciarono e salutarono i genitori concordando la data del ritorno. Si incamminarono, quindi, verso una casetta circondata da un orticello ben coltivato e da una piccola fattoria con oche, polli, tacchini, conigli, pulcini e un cagnolino di nome Paco. Curiosi di quel luogo, i bimbi si svincolarono dalle mani dei nonni per esplorare una zona sconosciuta…i bambini, inizialmente, pensavano che vivere in campagna li avrebbe annoiati invece, contro ogni premessa, tutto era bello. Un senso di libertà era nei cuori dei bambini, tanto da rotolarsi nell’erba, fino a quando delle formiche si intrufolarono nei vestitini e li riportarono alla realtà. Dal balcone la voce della nonna: “Ragazzi, la colazione è pronta, venite in casa” e ad aspettare i piccoli vi erano due grosse fette di pane, burro e marmellata, latte di capra e al centro del tavolo un cestino colpo di grosse e rosse ciliege, fortemente invitanti. Subito dopo i nonni ebbero l’idea di condurli al “Bar Nuovo”, un baretto che affacciava sulla piazza principale con all’esterno sedie e tavoloni. C’era chi giocava a carte, chi ad occhi chiusi si scaldava al sole, si avvertiva tanta serenità e tanta semplicità rispetto alla vita frenetica di città. Lì si conoscevano un pò tutti, specialmente il nonno veniva accolto con grande rispetto e sorrisi, forse perché offriva il caffè a tutti! “E voi figlioli cosa prendete?”, chiese il barman. “Due gelati, ma grossi e con tanti gusti”, risposero prontamente Aldo ed Emily. “Attenti a non sporcarvi” replicò la nonna, mentre gustava e soffiava sul suo cappuccino. Un pò più distante c’era una fantastica fontana con dei pesciolini di svariati colori che, dando vita ad una vero spettacolo, si rincorrevano formando un cerchio preciso e gigantesco. Forse si trattava di un loro gioco o di una loro conversazione che non sapevamo decifrare. Più in là, alcuni bambini strattonavano degli aquiloni, gareggiando a chi li faceva salire più in alto, con l’aiuto anche di un venticello favorevole. Dato l’affollamento, i nonni videro che era in atto la sagra del paese con banchi che esponevano ogni ben di Dio: affettati, mozzarelle, formaggi, pane locale e tanti cibi genuini che facevano venire l’acquolina in bocca. Fu improvvisato uno spettacolino con due ciuchi che gareggiavano a chi, correndo, raggiungeva prima il traguardo. Non ci fu, però, nessun vincitore perché i due non vollero muoversi testardamente dal posto di partenza. In un angolo, ben in vista, c’era un burattinaio che muoveva con abilità i fili delle sue marionette, incantando i presenti con una storiella allegra e a lieto fine; il tutto rendeva ancora più dolce l’asticina dello zucchero filato che i piccoli mordevano. Non mancava nulla: c’era anche la giostra con le sue attrazioni, spesso così veloci da fare gridare i bambini. Per concludere c’erano i fuochi d’artificio che fecero il loro ingresso con botti così forti che facevano tremare il suolo. Mentre questa giornata andava concludendosi, ecco che alcuni ragazzi, per la precisioni tre seduti sui gradini della vecchi chiesa locale, trasandati e con un brutto ghigno, cominciarono a prendere in giro Aldo e la sorella Emily, ordinando gli di togliersi le scarpe per consegnarle loro. “I signorini li manderemo a casa scalzi” ripetevano sghignazzando; i piccoli risposero: “Se volete vi diamo i nostri gelati” ma loro, esagerando, li spaventarono aggiungendo: “Se non fate come vi abbiamo imposto vi faremo passare un brutto momento!” “Nonni nonni!” gridarono Aldo ed Emily “Aiutateci!!!”. A queste parole i nonni piombarono su di loro e la nonna, intuendo la situazione, con volto scuro  e con tono deciso disse:  “Ma che comportamento è questo?!?”… e a gambe elevate i tre scapparono. Nei minuti successivi a questo episodio Aldo ed Emily si guardavamo spesso le spalle pensando che quei ragazzi fossero nascosti dietro qualche albero, dietro qualche cespuglio, ma i nonni, vedendoli agitati, decisero di fare una scappata a casa dei genitori dei tre maldestri, poiché li conoscevano. Percorso un sentiero solitario, finalmente si giunse ad una casa malconcia. Dopo aver bussato alla porta  i nonni parlarono dell’accaduto ai padroni di casa, nonostante i loro figli non avessero fatto ancora rientro. All’imbrunire, ritornati in paese, i tre ragazzi, accompagnati dai genitori, a testa bassa, chiesero scusa e perdono per il loro comportamento. Due mani stese toccarono quelle di Aldo ed Emily: “Allora pace fatta?”. Alla  domanda i due bambini risposero: “Pace sia!” ed Aldo:  “Hei ragazzi domani ci vediamo per una partitina di pallone? L’arbitro sarà mia sorella se vi va bene !” “Okay”, risposero i tre con un sorriso da orecchio ad orecchio. Anche gli adulti si strinsero la mano amichevolmente ed, una volta rientrati in casa, i nonni spiegarono ai due nipotini che nella vita si possono incontrare dei bulli ma l’importante è parlarne a scuola, o in famiglia e non chiudersi e tenersi tutto per sé. Continuarono, poi, a dire loro che, purtroppo, esistono dei ragazzi insicuri, deboli che si nascondono dietro la maschera di una finta forza, che non esprimono rispetto e amore perché non l’hanno conosciuto. I piccoli trascorsero una settimana giocando insieme, allegramente, divertendosi come dei matti a Nascondino, a Moscacieca, alla Settimana, tutti giochi di una semplicità pari alla loro età. Erano felici perché avevano stretto nuove amicizie. Le vacanze volgevano al termine e, per i piccoli, era arrivata l’ora di tornare a casa. Aldo ed Emily erano dispiaciuti di dover salutare i nonni ed i loro nuovi amici ma, al contempo, erano felici di rivedere ed abbracciare i primo amore: papà e mamma. Anche i nonni, che con amore traboccante e tanta tenerezza si erano presi cura dei loro piccoli nipoti, erano malinconici nel doverli lasciare ma sentivano nel loro cuore una gran felicità nell’aver trascorso con loro questa meravigliosa esperienza. Sul treno per il ritorno, Aldo ed Emily si accorsero che dai finestrini quei paesaggi e quei palazzi che avevano già visto sembravano diversi … cambiati…come erano cambiati loro, arricchiti da questa esperienza che li aveva aiutati a crescere ed a diventare più grandi ed autonomi. Erano pronti per affrontare le nuove avventure che la vita gli avrebbe presentato, con la consapevolezza che l’amore vince su tutto!

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