È un fatto notorio che il fumo provochi gravi danni alla salute e spesso si sottovaluta l’aspetto, forse più brutto, della complessa vicenda del tabagismo: la perdita della libertà, prima della salute. La buona notizia è che dalle tossicodipendenze si può uscire e l’inganno che la nicotina opera sulla nostra mente, inducendoci ad un sempre maggiore consumo di quest’ultima attraverso sigarette, vaporizzatori e similari, si può superare con il giusto approccio. Conoscere tale inganno è, dunque, il primo passo per potersi liberare dalla dipendenza. Il nostro intelletto non riesce a distinguere la nicotina, che è un veleno, dall’ acetilcolina, un neuro trasmettitore responsabile del rilascio di diverse sostanze fra le quali la più importante è la dopamina la quale, ogni qual volta compiamo azioni utili alla nostra sopravvivenza, a prescindere dalla nostra volontà, provoca in noi una sensazione di appagamento che ci spinge a ripetere l’azione virtuosa nuovamente. È quest’ ultima che ci fa provare piacere quando mangiamo, pratichiamo sport oppure abbiamo relazioni con le persone, mentre la sua carenza genera lo stress dovuto alla fame, alla inattività o alla mancanza di relazioni sociali. Questo meccanismo si fissa, dunque, nel nostro encefalo, nella nostra memoria, rendendo difficile, in questo caso, l’eliminazione del vizio del fumare. L’aumento del consumo delle sigarette è, invece, dovuto al fatto che le aree del cervello che fungono da recettori della dopamina, quando sono sovrastimolate, diventano meno sensibili, inducendoci ad un consumo sempre maggiore e frequente di sigarette per ottenere la sensazione di appagamento. Una volta compreso la reazione ingannevole che la nicotina opera sul nostro cervello, ingannevole perchè a livello cerebrale smettere di fumare viene percepito come smettere di mangiare, è possibile facilmente liberarsi dalla dipendenza. La dipendenza fisica scompare dopo 72 ore da quando si smette di assumere la nicotina, ciò che resta è il condizionamento psicologico dovuto al fatto di essere stati fumatori per più o meno tempo. L’unico modo di smettere di fumare è, pertanto, convincersi che la paura di farlo altro non è che un pensiero operato dalla nicotina e che, una volta fumata l’ultima sigaretta, basterà semplicemente non avere mai più a che fare con il fumo per evitare il riattivarsi dell’illusionebenefica provocata della nicotina. Importante è assumere un atteggiamento positivo di liberazione dal vizio, visto che in un primo momento si potrà percepire una sensazione di malessere. Basta comprendere che tale malessere non è reale e passerà con il trascorrere di pochi giorni, prima di tornare ad essere finalmente liberi. Questa è la strada più semplice per smettere di fumare. Per coloro che hanno maggiori difficoltà è possibile rivolgersi presso uno dei centri anti fumo che operano un percorso psicoterapeutico al fine di rimuovere insieme alla dipendenza fisica, facilmente superabile, quella più ostica, cioè la dipendenza psicologica, fissata da anni di fumo nella nostra memoria. In tempo di Covid-19, può essere utile leggere il libro di Allen Carr “È facile smettere di fumare se sai come farlo” che si occupa di rimuovere prima la dipendenza psicologica e poi quella fisica da nicotina. Questo tipo di strategia ha liberato molti fumatori anche fra quelli con maggiori difficoltà. Importante è ricordare che, a prescindere dalla metodologia scelta per smettere di fumare, una volta perseguito l’obiettivo, esiste una sola regola da rispettare per non ricadere nel circolo vizioso della nicotina: mai più neanche un solo tiro di sigaretta o altra tipologia di fumo contenente nicotina. Una volta liberi dal vizio del fumo, oltre a notare gli immediati ed incredibili vantaggi fisici ed economici, si avvertirà , quando verrà meno la dipendenza psicologica, una bellissima sensazione di libertà dalla prigionia che solo un ex fumatore può descrivervi.

29.06.2021

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