Roberto ha venti anni, vive a Napoli, nel quartiere Soccavo ed ha l’autismo.

Questa sindrome ha colpito Roberto intorno ai 18 mesi e da allora, Mamma Titti, Papà Giancarlo e la sorella Michela hanno cominciato a percorre, insieme a lui, la difficile strada dell’inserimento sociale. Roberto ha completato il suo percorso scolastico due anni fa, ha frequentato l’istituto alberghiero Ippolito Cavalcanti, con specializzazione in Sala-Bar, ama fare la “mise en place” e cucinare, passione che mamma Titti ha incoraggiato sin da quando era piccolo. Per un anno e mezzo ha frequentato uno stage presso il ristorante “Al Convento” di Napoli, lì la sig.ra Anna ed il sig. Antonio (proprietari), lo chef Pasquale e tutto lo staff  lo hanno accolto senza remore e con grande affetto sin da subito, sostenendolo, incoraggiandolo e dando tranquillità sia a lui che a noi. “Al Convento” Roberto ha fatto “palestra” di socializzazione uscendo fuori dagli schemi consueti (mamma – papà – sorella – terapisti). A queste persone non possiamo che dire grazie con la “G” maiuscola, per quello che hanno fatto per Roberto e per come lo hanno fatto; con Pazienza, Affetto e Accoglienza.

Come genitori sentivamo però forte l’esigenza che Roberto fosse integrato sempre più nel posto in cui vive. Frequenta la Parrocchia, anima la Messa suonando lo Shaker, ma questo purtroppo è ben poca cosa rispetto alla grande quantità di tempo “vuoto” dove Roberto è prevalentemente a casa insieme a noi genitori o con la sorella oppure con i terapisti.

L’idea dell’Edicola e del lavoro di Giornalaio è nata per caso, l’Edicola è in via Piave, a 150 metri da casa nostra, ed un giorno rincasando ho visto che era in vendita e si è accesa la “lampadina”. Sono tornato a casa ed ho detto a mia moglie “ho un’idea per fare lavorare Roberto, per inserirlo di più nel tessuto sociale del quartiere e per stimolare ed accrescere le sue capacità relazionali…. : Acquistiamo l’edicola ! ” …. Mia moglie è rimasta senza parole !!!! Direi anche un po’ preoccupata. Insieme abbiamo deciso di esporre questa idea al Team di specialisti che segue sia Roberto che noi, dopo esserci consultati con loro, ed avendo ricevuto consenso unanime siamo andati avanti.

Per prima cosa abbiamo chiesto alla signora Imma, la proprietaria dell’edicola, di poter far fare un periodo di prova a Roberto, per osservare le sue reazioni, per capire se la cosa gli piaceva, e soprattutto se riusciva a sostenere i continui stimoli relazionali ed emotivi derivanti dal contatto continuo con le persone che vengono a comprare il giornale. Per 15 giorni abbiamo osservato i suoi comportamenti e quello delle persone che venivano all’edicola, poi abbiamo  riferito il tutto al Team di medici, e tutti siamo giunti alla conclusione che quella dell’Edicola di Roberto era una opportunità di inserimento Sociale e Lavorativo importante per nostro figlio e che dovevamo cominciare questa avventura….. e così è stato.

Da Gennaio 2019 Roberto ha un lavoro, è il nuovo giornalaio di quartiere.

Fortunatamente la signora Imma sapendo, che noi di questo lavoro apparentemente semplice, non sapevamo nulla, ha deciso di aiutarci in questa avventura ed ancora oggi dona ogni giorno qualche ora del suo tempo a Roberto aiutandoci a gestire edicola e clienti. La bellezza di questo progetto è che Roberto la mattina arriva in edicola da solo, poi va a comprarsi il cornetto al bar, a volte qualche cliente lo invita e vanno insieme al bar, ha cominciato a consegnare le riviste a domicilio ad un cliente, ci va da solo. Certo a volte vuole tornare a casa perché è stanco, non fisicamente ma emotivamente, qualche volta il fiume di parole che lo investe è troppo per lui ed ha bisogno di una pausa, che noi gli facciamo prendere. Torna a casa e poi generalmente dopo un po’ ritorna e continua a vendere giornali.

Siamo colpiti dalla Pazienza, dalla Gentilezza e dalla Disponibilità delle persone che vengono ad acquistare un giornale o una rivista all’edicola di Roberto. Non appena leggono i cartelli che abbiamo esposto, con i quali informiamo della patologia e diamo piccole indicazioni su come relazionarsi con Roby, la magia comincia.

Questa avventura ci sta facendo scoprire un mondo meraviglioso di piccole relazioni, di semplici gesti, di piccole cose come il piacere di salutarsi al mattino, un sorriso o un piccolo rammarico da scambiarsi per un accadimento non gradito, etc. A tre mesi dall’inizio di questa avventura, cominciamo a notare che Roberto accetta pian piano sempre più il contatto con le persone, quando torna a casa e qualcuno lo saluta, ora risponde, prima non lo faceva. Chi sa quali altre conquiste e quali altri progressi Roberto farà nei prossimi mesi, ve lo racconteremo a Natale, dopo un anno di attività. A quel tempo avremo dati ed esperienze sufficienti per capire dove siamo arrivati e forse scopriremo anche altri orizzonti che potrebbero ancora aprirsi per nuove esplorazioni di vita per Roberto.

Con questa avventura ci siamo prefissi 3 obbiettivi:

  1. Inserire Roberto nel tessuto sociale del quartiere, dandogli la dignità di cittadino, facendolo partecipe, per quello che si può, della vita di tutti i giorni.
  2. Mandare un messaggio concreto di speranza alle famiglie come la nostra, tanti genitori sono passati e continuano a passare per l’edicola, ci confrontiamo raccontandoci le nostre storie.
  3. Far crescere la cultura dell’inclusione tra le persone “normotipiche”, dimostrare nel concreto che si può vivere insieme e che si possono condividere insieme percorsi e relazioni.

Un caro saluto ed un affettuoso saluto a tutti

Dall’edicola di Roberto Riccio

Giancarlo Riccio

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