Donne in positivo

A Napoli, “Donne raccontano Donne”: artiste e scrittrici unite contro la Violenza sulla Donna

– COMUNICATO STAMPA –

In occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, Venerdì 26 Novembre 2021, alle ore 18:00, presso il Centro Studi Pietro Golia di Napoli, si è svolto l’evento Donne Raccontano Donne, un incontro artistico-letterario il cui scopo è stato quello di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sul drammatico tema della violenza sulla donna. L’evento – ideato e moderato dal sociologo e giornalista Ivan Guidone – ha visto la la partecipazione di cinque scrittrici – Daniela Cicchetta, Daniela Di Camillo, Maria Lovito, Marina Novelli, Francesca Romano – e cinque artiste – Lilliana Comes, Maria Pia Daidone, Natali Ferrari, Alessandra Merenda, Grazia Santarpia – che si sono confrontate sul tema, attraverso le proprie pubblicazioni e le proprie opere grafiche/scultoree esposte per l’occasione.

Dopo i saluti del presidente del Centro Studi Pietro Golia Luigi Branchini, il sociologo Ivan Guidone, coadiuvato dall’avvocatessa Maria Lovito (autrice de La Gabbia di Anna), ha introdotto la scrittrice Daniela Di Camillo (co-autrice di AmorTe) e l’avvocatessa Francesca Romano, che – forti della loro esperienza diretta nei tribunali e nei centri di ascolto e accoglienza – hanno trattato il tema della violenza sulla donna sia dal punto di vista psicologico e sia dal punto di vista fisico, fino a comprendere anche la violenza a cui assistono i minori; ad accompagnarle, l’artista Lilliana Comes – pittrice ed illustratrice di caratura nazionale che vanta collaborazioni con riviste quali Panorama e marchi quali Benetton – che ha parleto attraverso le sue illustrazioni fabulistiche della difficile condizione della donna nelle periferie degradate e della drammatica situazione delle donne di Kabul alle quali sono stati strappati via anni ed anni di emancipazione femminile.

A seguire, la scrittrice Marina Novelli, che con il suo romanzo La Snaturata, ha aperto uno spaccato sul mondo delle donne emigrate (spesso costrette alla prostituzione) e sulla concezione del corpo femminile da oggetto sacro a vilipeso; ad accompagnarla,  Natali Ferrary – pittrice e body-painter di origini ucraine – e Grazia Santarpia – pittrice e scultrice nota al grande pubblico per le sue opere astratte ispirate alla maternità ed alla femminilità primordiale.

Ha concluso gli interventi, la scrittrice Daniela Cicchetta che, attraverso il suo romanzo Matelda cammina lieve sull’acqua, ha ripercorso il percorso sociale e legislativo dell’emancipazione femminile; ad accompagnarla, due valide artiste: la giovane scultrice Alessandra Merenda – nota al pubblico per le sue sculture ispirate alla Natura e realizzate in resina trasparente – ed il maestro d’arte Maria Pia Daidone – poliedrica e prolifera pittrice e scultrice partenopea – che si sono interrogate sulla loro condizione di donna ed artista.

«Senza nessuna pretesa di esaustività e lontano da narrazioni polarizzanti – ha osservato il sociologo Ivan Guidone – questo evento cercherà di arrivare, attraverso i vari interventi, al cuore del problema: la violenza sulla donna, oggi è frutto di un analfabetismo emotivo generato dalla crescente alienazione di una società contemporanea sempre più connessa a livello tecnologico ma totalmente disconnessa dai quei valori umani e solidali che un tempo caratterizzavano le comunità premoderne.» Come ha affermato l’avvocatessa Maria Lovito: «La Violenza sulla Donna è una violazione dei Diritti Umani che ha pesanti ricadute sui nuclei familiari e sull’intera comunità; non a caso, proprio recentemente, il Parlamento Europeo ha deciso di ricondurre il femminicidio (la forma più estrema di violenza contro la donna) agli Eurocrimini, cioè ai reati su cui l’Unione Europea ha competenza, equiparandoli così al Terrorismo, alla Tratta, alla Mafia ed al Riciclaggio.» 

Potrebbe piacerti...