Le 4 giornate di Napoli, 78 anni di pace: una testimonianza per coltivare lo spirito di fratellanza

Napoli custodisce viva la memoria di un momento fondamentale della storia Italiana ed Europea, le 4 giornate di Napoli, un momento di coraggio che coinvolse uomini e donne, anche giovanissimi,  nella lotta di liberazione dal ventennio della dittatura fascista e dalla conseguente occupazione nazista, conquistando 78 anni di pace, di diritti e di libertà.

Con un fitto calendario di eventi, la città ha mantenuto viva la memoria di quella rivolta popolare, ben rappresentata nel film “Le quattro giornate di Napoli” del 1962 di Nanny Loy, in cui il coraggio prevalse sulla paura portando la città a liberarsi da sola, prima dell’arrivo delle truppe alleate, un coraggio che fu un segnale importante per tutta l’Europa incentivando la nascita di movimenti di resistenza.

In un periodo in cui i testimoni diretti vengono a mancare, ho avuto la fortuna di raccogliere una testimonianza di una partigiana, per capire che cosa fosse accaduto al paese prima del totalitarismo fascista, durante e dopo, fino al momento delle 4 giornate di Napoli, e scrivo di questa testimonianza come lascito alle nuove generazioni.

Sono anni che rifletto, su quel volto anziano, su quella espressione del viso, su quel lungo silenzio che seguì ad una semplice domanda: “come salì al potere il fascismo”. La partigiana mi disse che “Sembrava  tutto normale. Poi, la gente cambiò”. Seguì il silenzio. Questa testimonianza è preziosa, poiché racchiude in se il senso di una storia in cui il totalitarismo è un fenomeno storico che può ripetersi, richiedendo una costante vigilanza.

In una sola, semplice, testimonianza, si coglie il senso profondo della storia, in cui vi sono dei momenti particolari in cui nelle persone nasce la paura, l’indifferenza e l’odio, che sfocia inevitabilmente nella violenza, prima verbale e poi fisica, come ben espresso nella Piramide dell’odio.

Le quattro giornate di Napoli sono parte di una memoria viva e costante come antidoto a non abbassare mai la guardia sugli eventi storici in corso, a preservare la memoria come esperienza viva che cambi in meglio le persone, scacciando via la paura del diverso, dell’indifferenza verso gli altri, e l’odio in tutte le sue forme, a partire da quella  verbale che costituisce il focolaio che accende l’incendio della violenza.

La memoria delle 4 giornate di Napoli è fatta di persone diverse, che hanno combattuto in tutta la città, uniti nelle diversità dal fatto che capirono che il nazi-fascismo, come ogni totalitarismo, è un male, che ha portato solo sciagure: la perdita dei diritti e delle libertà, la sistematica violazione dei diritti umani universali fino alla guerra. Le 4 giornate unirono le persone in uno spirito di fratellanza di cui la Costituzione italiana è una delle più alte espressioni, una Costituzione che deve essere difesa ed attuata, rinforzata e vissuta, giorno per giorno, nella vita quotidiana, attraverso la partecipazione sociale e politica e l’esercizio del diritto di voto come elementi vitali per la democrazia.

Difendere la Costituzione vuol dire unire le persone in quei valori comuni scritti nella Costituzione, con quella felicità e quella gioia semplice con cui Roberto Benigni spiegò i principi fondamentali della Costituzione nel suo programma televisivo in cui la definì “La più bella del mondo”, poiché la paura si combatte con la luce dell’allegria di essere nati in un paese libero, dove c’è la pace e il rispetto dei diritti umani. L’indifferenza che ci vuole chiusi in noi stessi e verso gli altri, ciechi con lo sguardo fisso sul cellulare e sordi con le cuffiette nelle orecchie, va contrastata con l’attivismo sui grandi temi interconnessi dell’ambiente, delle diseguaglianze, dei diritti umani universali, non chiudendoci in noi stessi e verso gli altri ma al contrario, aprendoci alle sfide del futuro insieme agli altri, sui grandi temi che uniscono, poiché si diventa indifferenti sulle cose che non ci riguardano, ma se si trova un tema di comune interesse, un bene comune, allora, come nelle 4 giornate di Napoli, uniti nelle differenze, vedremo che esiste un  fiume di giovani che combattono per l’ambiente, il bene comune di tutti, il pianeta terra, quei giovani che troppo spesso non ascoltiamo.

I discorsi di odio ci bombardano, quotidianamente, di messaggi che inquinano il cuore delle persone, un bombardamento costante dei mass media che ci mostrano solo ciò che c’è di brutto, in tempo reale, anche con un semplice post sui social, ma non ci mostrano ciò che c’è di bello, e ci sono infinite cose belle nella vita che non vediamo perché siamo rinchiusi in una nuvola di informazioni negative, una nuvola di cattive notizie che ci anestetizza il cuore per cui cadiamo nell’indifferenza che è già violenza.

Allora ci renderemo conto del valore della memoria viva delle 4 giornate di Napoli , perché le radici della memoria hanno portato i loro buoni frutti, e la testimonianza dei partigiani, di uomini che hanno versato il loro sangue non solo per il loro futuro, ma per quello delle future generazioni, si è perpetrata in 78 anni di pace e di quotidiana lotta che ciascuno di noi, nel suo piccolo fa, concretamente, nel momento in cui combatte, pacificamente, la paura, l’indifferenza e l’odio, risvegliando lo spirito di fratellanza che unisce le persone nelle loro diversità sui temi comuni, sui beni comuni, sui diritti, sulle libertà e sul mantenimento della pace nel mondo, attraverso attività concrete, di varia natura, e in ogni luogo.

Esistono tanti strumenti che oggi si possono utilizzare per sensibilizzare noi stessi e gli altri, perché il fascismo è una forma mentis, un modo di ragionare, evidentemente sbagliato, in cui molti giovani stanno cadendo,  a causa del negazionismo e di questo continuo pessimismo che porta alla paura del futuro.

E qui sta la memoria viva dei partigiani, poiché Napoli vincerà se resta unita nello spirito di fratellanza, non facendosi manipolare dal linguaggio divisivo della paura, dell’ odio e dell’indifferenza ma, al contrario, saprà combattere pacificamente unendo le persone con la gioia, la serenità, e l’altruismo della speranza  nonostante le difficoltà. La testimonianza dei partigiani è attuale poiché è la testimonianza di uomini e donne, anche giovanissimi, che hanno combattuto sognando un mondo migliore e, in questo, la loro testimonianza è universale: il diritto universale a sognare un futuro migliore e a combattere per realizzarlo, a costo della vita. Un messaggio di speranza, che ha portato persone diverse ad un tavolo per scrivere una Costituzione bella come una poesia d’amore, poiché ha al suo centro la dignità intrinseca dell’essere umano, per cui Roberto Benigni produsse lo spettacolo intitolato “La più bella del mondo”.

Nello sguardo della partigiana e nel suo silenzio doloroso ho compreso che la storia insegna ma l’umanità non vuole comprendere una semplice lezione: la guerra è sempre e solo una sconfitta di tutti e per tutti. Lo spirito di fratellanza è l’antidoto per evitare i nuovi totalitarismi a garanzia della pace nel paese e nel mondo, poiché è quello spirito che unisce le persone diverse in progetti concreti su beni comuni guardando con fiducia al futuro, perché non esiste paura più grande di quella di non vedere un futuro migliore. Lo spirito di fratellanza chiama a costruire un mondo migliore trasformando la rabbia, come forma di energia, non in odio distruttivo ma in collaborazione costruttiva, che attira gli altri in progetti che distruggono l’indifferenza nel momento in cui sapranno coinvolgere le persone creando opportunità di lavoro, di bellezza, e di visione del futuro.

Non domani, ma adesso, dobbiamo avere quel coraggio dei partigiani che si unirono nelle diversità per costruire un mondo migliore, attraverso la partecipazione politica, civile, ed il diritto di voto. La propaganda alimenta la politica: ignorate i discorsi di odio, per non trovarvi rinchiusi in una nuvola di informazioni negative e non votate chi odia, perché è una strada che porta alla rovina. Dove invece vedete lo spirito di fratellanza che aiuta gli altri, che difende la giustizia e che dice la verità, fermatevi e partecipate, perché la partecipazione costruttiva è il respiro della democrazia.

La spirito di fratellanza è il motore progettuale per ricostruire il paese a partire dal lavoro, perché i partigiani sapevano che senza lavoro non c’è dignità, senso di appartenenza e costruzione del futuro, agendo gli uni verso gli alti con solidarietà per realizzare la concreta uguaglianza non solo nei diritti ma nelle possibilità, attraverso la solidarietà in concreto dell’azione politica, economica e sociale. “Ricominciamo da 3”, dai primi 3 articoli della Costituzione. La testimonianza dei partigiani, il loro entusiasmo, la loro speranza in un futuro migliore è scritta nella Costituzione della Repubblica Italiana, il frutto delle 4 giornate di Napoli come spirito di fratellanza che ritroviamo nell’articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

2.10.2021

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