Pace sociale 1/11: La serenità porta la pace nei gruppi sociali

Per pace sociale intendo quella situazione di serenità che caratterizza un popolo quando trova quella unità nella diversità dovuta al convergere non solo delle menti ma anche dei cuori verso quei principi, valori e bisogni comuni condivisi che costituiscono il legame autentico di un popolo che ritroviamo all’interno della Costituzione della Repubblica Italiana come norma fondamentale del sistema giuridico. La pace sociale non riguarda solo l’unità nella diversità del pluralismo delle idee, ma si ricollega a quelle comunità sociali territoriali che sono più vicine ai cittadini. In particolare, ai fini del discorso sulla pace in termini di socialità, come inclinazione alla convivenza sociale, per promuovere la pace, distinguo all’interno del popolo fra comunità, famiglie ed individui, come gruppi di persone che, dovendo vivere insieme, stabiliscono norme che sono fondamentali per garantire la pace interna al gruppo stesso. Per tutelare la pace all’interno di tali gruppi, cosa si può concretamente fare? Che cos’è che turba la serenità di quelli che sono i principali elementi della società? Tutti i gruppi sociali sono caratterizzati dal fatto di essere composti da più persone che si danno delle norme  per poter stare insieme in modo pacifico, produttivo e sereno, e se le norme che li regolamentano riconoscono i diritti e le libertà dei soggetti, in modo giusto, tali gruppi prosperano, sulla base di doveri che il gruppo reputa giusti da adempiere non solo per obbligo ma per senso di responsabilità e di giustizia. I gruppi sociali si spaccano quando viene meno l’unità nella diversità a causa di diversi fattori che sono tutti accomunati dall’elemento della divisione, non intesa come distinzione di posizioni ideologiche diverse, ma come vera e propria spaccatura che divide le persone, generando fazioni in lotta, in particolare mettendo in discussione quei principi, valori e bisogni fondamentali che sono scritti nella Carta Costituzionale come patto sociale. Tale elemento di divisione può toccare i più disparati elementi, siano essi politici, giuridici, economici, sociali e nella storia dell’umanità, tale elemento di divisione emerge grazie al fattore tecnologico che rafforza i mezzi di informazione che generano la propaganda come propagazione di informazioni. Dagli urlatori nelle piazze, all’avvento della stampa, della radio e della televisione fino ad oggi con il web, in particolare con lo sviluppo dei social ed infine con il metaverso, come realtà virtuale immersiva, i mass media hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nell’unire o nel dividere i gruppi sociali. Nell’epoca dei big data, siamo letteralmente sommersi da dati, da una quantità di informazioni che non solo sovraccarica il cervello ma crea anche problemi al cuore dell’uomo, laddove l’alternarsi, in brevissimo tempo, di immagini che passano dal comico al tragico, nel lasso di pochi secondi, non solo sovraccarica il cervello di dati, ma provoca sbalzi di emozioni che portano a diventare completamente insensibili dinanzi a quelle immagini, quasi non fossero reali e cosi perdendo realmente il contatto con la realtà. Non si tratta quindi solo di un problema quantitativo di dati, troppe immagini da recepire in un lasso di tempo molto stretto, ma si tratta anche di un problema qualitativo, per cui si passa da uno post divertente con i gattini alla tragicità di post che parlano di carestie e guerre, il tutto ad una velocità di comunicazione che non consente né al cervello, né al cuore, né all’anima di recepire, analizzare ed elaborare testi, suoni ed immagini, così rendendo umanamente impossibile un’analisi critica dei messaggi, con gravi ripercussioni sulla ragione, sul cuore e sull’anima delle persone, ed attivando meccanismi di autodifesa del cervello che per evitare il sovraccarico smette di processare i messaggi che vengono assorbiti passivamente, lasciando comunque il loro segno razionale, emotivo e spirituale, che da cosciente diventa incosciente e subcosciente. Ciò porta le persone ad un graduale distacco sia razionale che emotivo, un distacco che può diventare un distacco dalla realtà reale a favore di quella virtuale, resa più gradevole da algoritmi di gusto che propongono notizie simili sulla base delle nostre ricerche, portando le persone a consolidare il proprio punto di vista senza vedere altri punti di vista, a cadere in reti di fake news che sono vere e proprie manipolazioni della percezione della realtà, fra bufale che sono in grado turbare i mercati, gli esiti elettorali, fino a portare a veri e propri attacchi alle istituzioni. Le forme di comunicazione moderna quindi turbano la mente, il cuore e l’anima delle persone generando effetti cognitivi che diventano comportamentali e quindi sociali.

4/1/2023

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