Pace sociale 2/11: Una informazione con meno dati, un linguaggio equilibrato e di speranza

Lo sviluppo tecnologico ha portato a forme di comunicazione che sono un vero e proprio bombardamento del cervello e del cuore, un sovraccarico di dati che provoca mille pensieri nelle persone e quindi uno stress da sovraccarico della ragione e contemporaneamente ad un sovraccarico del cuore, poiché tutti questi dati provocano tante emozioni, spesso contrapposte, laddove per poter resistere mentalmente ed emotivamente a queste meccaniche dell’informazione moderna, si finisce per diventare anestetizzati, cioè completamente indifferenti a ciò che si vede e si sente. Una indifferenza verso la realtà che può arrivare alla negazione della realtà generando fenomeni di negazionismo non solo di fatti storici e scientifici, ma anche una negazione dell’evidenza, fenomeno analizzato da George Orwell in 1984 parlando della libertà, in particolare della libertà di pensiero, quando afferma:” Libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente”. Se da un lato il linguaggio dell’odio, ben descritto dalla “Piramide dell’Odio”, è chiaramente percepibile come divisione, poiché è un linguaggio che divide in fazioni spingendo alla guerra fra le stesse, quindi un linguaggio che rifiuta il dialogo, oltre all’odio si aggiunge una generale meccanica per cui si ha un distacco razionale dalla realtà reale a favore di quella virtuale ed infine un distacco emotivo che porta all’indifferenza che costituisce un ulteriore fattore di divisione. Che si tratti di un popolo, di una comunità, di una famiglia, anche di un singolo, l’effetto dell’attuale sistema di informazione è l’effetto divisivo che genera l’odio e l’indifferenza, tenendo conto anche che i meccanismi dell’audience sono regolati da algoritmi che premiano il flusso di interazioni ( le visualizzazioni, i like, gli emoticon, i commenti, le condivisioni, i segui la pagina, etc) con una meccanica che premia lo scontro, le urla, il litigio, e punisce il linguaggio pacifico tipico dell’educato e civile dialogo. Ma la caratteristica maggiormente divisiva di un gruppo sociale, che di fatto è la radice comune dell’odio e dell’indifferenza, è l’egoismo che dal singolo si propaga e diventa atomismo sociale, un vero e proprio cancro per ogni gruppo sociale. Il tema dell’egoismo come radice dell’odio e dell’indifferenza è un tema universale sul quale l’uomo si è sempre interrogato. Dalla teologia, alla filosofia, alla letteratura, alla psicologia, per citare solo alcune materie, le fonti interconnesse sono molteplici ed interdisciplinari e toccano, in particolare,  la legge morale come campo comune, cioè quella legge alla quale l’uomo obbedisce per propria coscienza, legge che si ricollega non solo alla ragione ed al cuore ma anche all’anima dell’essere umano, con espressioni artistiche che a Napoli  trovano, nella canzone “anima” di Pino Daniele, una riflessione in musica sul tema della sopportazione e della distinzione del bene e del male. Per secoli l’uomo ha cercato di regolare il proprio comportamento ispirandosi al valore dell’amore, che essendo relazione fa due o più soggetti che si vogliono bene, è di fatto altruismo. Se non fossimo altruisti, non saremmo in grado di amare, poiché l’amore comporta non solo felicità, gioia e leggerezza dell’essere, ma anche pazienza, sacrificio e sopportazione, e quindi l’altruismo è la radice non solo dell’amore come rapporto di diversa natura, cioè amore, sia esso per gli amici, erotico, sentimentale (gli antichi greci usavo 3 termini diversi per declinare le diverse sfumature dell’amore) ma l’amore è empatico, cioè capace di identificarsi con le situazioni vissute in concreto dagli altri, incarnandole, come se le vivesse sulla propria pelle, per cui celebre è la frase di Terenzio “sono uomo e nulla di ciò che è umano mi lascia indifferente”. La teologia, che tratta il tema del bene e del male, non solo la teologia cristiana ma la teologia in generale, cerca da sempre di capire le ragioni del bene e del male, e dato che la guerra è considerata come il male per eccellenza, quasi un fatto notorio universale, allora la fonte della guerra è l’egoismo che porta le persone prima ad una forma di violenza silenziosa, nota come indifferenza, e quindi a forme di violenza palesi che sono il frutto del linguaggio dell’odio, di quella Piramide dell’odio che spinge le persone al conflitto.

9/1/2023

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