La pace politica: l’importanza del linguaggio e dell’aiuto concreto nei processi di pace

Nella storia la politica ed i mass media hanno sempre avuto un ruolo centrale in tempo di pace e di guerra, per cui chi vince la guerra nel cuore è colui che domina le passioni tristi e sceglie di non cadere nel pessimismo della ragione, che conosce bene i problemi, ma sceglie di affrontarli con l’ottimismo della volontà, optando per l’altruismo che cerca di unire nelle diversità evitando le divisioni che provocano scontri e quindi guerra, a partire dal linguaggio che rifiuta il ragionamento pessimista ed egoista, basato sulla prevaricazione fatta di odio e di indifferenza, e sceglie il linguaggio ottimista ed altruista, basato sulla fraternità fatta di amore e di empatia.

Tale linguaggio è importante affinché le parole vengano usate in modo tale da essere luce che illumina il cammino storico dell’uomo, che nei momenti di difficoltà tende a cadere nella trappola delle sue stesse passioni tristi che vanno contrastate con un ottimismo della volontà che ha il coraggio di affrontare il futuro, organizzandosi in maniera positiva e propositiva ed operando nei fatti un cambiamento che costruisce, mantiene e difende la pace. Una politica di pace è quella che rifiuta il linguaggio dell’odio, produce la legge giusta che concretizza la tutela della dignità umana, dei diritti e delle libertà, crea un sistema economico che ridistribuisce le ricchezze in modo equo e solidale, concretizza una azione collettiva che difende l’ambiente, propaga la semplice educazione come base dei rapporti sociali delle comunità e delle famiglie e le istruisce alla consapevolezza che la pace parte dal nostro cuore con un lavoro interiore di presa di coscienza e controllo delle proprie emozioni.

In questa visione allora ciascuno di noi può contribuire alla pace in modo molto semplice, un modo che ci è stato insegnato dai numerosi testimoni della pace nel mondo fra cui  Madre Teresa di Calcutta. La sua frase “dai il meglio di te” è un vademecum per la pace che invita all’azione in concreto e con la sua frase “tutto ciò che non mi serve è un peso” indica come alleggerire la propria vita ed in particolare il proprio cuore da tutto ciò che non solo è dannoso (pensieri e passioni tristi) ma anche inutile (come uno scultore, tolto il superfluo nasce l’opera d’arte) e che ci priva del tempo e delle forze da dedicare ad un discorso di amore, il suo “love speech” che in quanto tale è una parola che genera una azione concreta di pace, in cui già assumere un atteggiamento positivo, attivo e propositivo, che aiuta concretamente gli altri togliendogli i pesi giuridici, economici e sociali dalle spalle e creando occasioni di rinascita e realizzazione personale per sé stessi nella cura degli altri è un atto di altruismo e quindi di amore ed in quanto tale un atto di pace. Ecco che allora la via della pace è sempre alla portata di tutti, poiché già portare, con un sorriso, la busta della spesa alla vicina di casa, è un atto di pace. Un modo semplice per promuovere la pace è fare bene il proprio dovere poiché se le cose funzionano, vengono meno i pesi politici, economici e sociali che gravano sulle persone che, decongestionate dallo stress, dall’ansia, dalla fretta, hanno sia meno motivi di conflitto sia sono predisposte al dialogo costruttivo che, risolvendo i problemi in concreto, porta concretamente la pace.

24.10.2022

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