Giornata mondiale del libro 2022 a Napoli: dal leggio ruotante di Maria Carolina ad Internet

Il libro è da sempre considerato un oggetto complesso, data la sua capacità di incorporare concetti, pensieri, idee ed emozioni, ma anche numeri, immagini, note musicali, suscitando nel lettore lo stesso stupore di un bambino quando apre il suo primo libro animato e vede emergere le immagini che come origami saltano fuori dalla pagina. Il libro è ancora oggi l’oggetto-simbolo della potenza della parola, della capacità di progresso culturale umanistico e scientifico, una finestra aperta sul passato alla scoperta delle proprie radici, uno strumento necessario per comprendere le dinamiche del presente e un ponte per costruire un futuro migliore.

L’idea di dedicare al libro una giornata ha origine in Spagna nel 1926 dove lo scrittore ed editore valenciano Vincent Clavel Andrés propose una giornata per incentivare la lettura locale. Cinque anni dopo il re Alfonso XIII la istituì con decreto reale, dandole l’identità con la quale noi tutti oggi la conosciamo e spostando la data, che inizialmente cadeva il 7 ottobre, al 23 aprile, festa di San Giorgio, occasione nella quale gli uomini regalano alle proprie donne delle rose che secondo la leggenda sarebbero nate dal sangue sgorgato dal corpo del drago ucciso da San Giorgio, patrono della Catalogna, per cui i librai iniziarono a regalare una rosa per ogni libro venduto quel giorno dando inizio alla Giornata del libro e delle rose.

La cultura come antidoto per combattere l’ignoranza è un tema sempre verde nella storia dell’umanità, in particolare nei momenti di grande cambiamento storico, sociale e culturale, motivo per cui nel 1996 l’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, per far fronte alle sfide della globalizzazione, decide di istituire la Giornata Mondiale del libro e del Diritto di Autore per promuovere il continuo progresso culturale attraverso la lettura e promuovendo la pubblicazione dei libri e la tutela giuridica degli autori attraverso il copyright, scegliendo come data simbolica il 23 aprile poiché in tale data nel 1616 morirono tre pilasti della letteratura mondiale: Miguel de Cervantes, Garcilaso de la Vega e William Shakespeare (da notare che la data di morte dei tre autori non avviene lo stesso giorno dato che l’impero spagnolo seguiva il calendario gregoriano mentre l’Inghilterra seguiva ancora quello giuliano).

Se durante il lockdown del 2020 la lettura è stata la terza attività a cui gli italiani hanno dedicato il loro tempo, con un primato delle donne fra gli 11 e i 24 anni, fascia di età in cui il 60% delle ragazze ha letto almeno un libro nel 2020, il trend più recente stima che in Italia solo 4 persone su 10 leggono almeno un libro all’anno.

In uno dei periodi storici più complessi per l’umanità, dove sfide diverse ed interconnesse, frutto della globalizzazione, richiedono un sempre maggiore impegno nei diversi campi del sapere, la giornata mondiale del libro ricopre un ruolo particolarmente importante poiché il libro può essere quel ponte di dialogo fra nuove e vecchie generazioni che consenta la sviluppo di nuove idee per immaginare e costruire un mondo migliore, a partire dal libro come strumento per poter vivere con pienezza il presente e diventare persone migliori, perché ogni cambiamento del mondo parte da un cambiamento di sé stessi e del rapporto con gli altri.

In occasione della Giornata del Libro 2022 di oggi è stato presentato ieri, 22 aprile, in anteprima, presso il Palazzo Reale di Napoli, il restauro di uno dei due esemplari di leggio ruotante di Maria Carolina d’Austria, mediante i quali la regina poteva consultare contemporaneamente fino ad otto libri. I due esemplari realizzati da Giovanni Ulrich nel 1792 costituiscono non solo pregiate opere artistiche che rimandano alla tradizione medievale nordeuropea, ma sono un esempio di opere tecnologiche del ‘700 che acquisiscono un significato importante nell’era di internet, ricordandoci che l’accesso al sapere e alla consultazione di molteplici fonti è un vantaggio culturale tipico di questi tempi caratterizzati da un elevato tasso di alta tecnologia a basso costo che come tale è accessibile a tutti. In fondo la sete di conoscenza della regina Maria Carolina che compie una ricerca su otto volumi cartacei dell’epoca non è poi così diversa da quella di una giovane ragazza napoletana di oggi che fa una ricerca aprendo le finestre di Google per leggere le ultime notizie, ricordandoci che il libro cartaceo resta ancora oggi, come in passato, un veicolo di cultura insostituibile.

23.04.2022

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