Uno dei frutti simbolo dell’inverno è il citrus sinensis, meglio nota come arancia.

La Campania vanta due varietà di questo frutto conosciute in tutto il mondo: l’arancia di Pagani e l’arancia di Sorrento, quest’ultima a rischio di estinzione.

L’arancia di Pagani, dalla buccia color dell’arancio brillante e del giallo tendente all’ocra, è un tipo di arancia bionda coltivata nell’agro Nocerino – Sarnese e in particolare nei comuni di Pagani e S. Egidio di Monte Albino. Si tratta di un’arancia che matura nella tarda primavera, distinguendosi in ciò dalle altre varietà locali. La sua origine è, probabilmente cinese, ma venne importata in Europa dai portoghesi nel XVI secolo. Della sua importazione resta traccia anche nel suo nome in dialetto napoletano “portualle”. L’importazione nella zona campana risulta essere antichissima e probabilmente ciò è dovuto sia alla particolare predisposizione dei terreni, di origine vulcanica o alluvionale, sia al clima particolarmente favorevole.

L’arancia di Sorrento rappresenta, invece, il risultato della fusione di due varietà di alberi di arancio: Biondo Sorrentino e Biondo Equense. Viene coltivata, come i limoni, sotto i famosi pergolati: delle impalcature di legno di castagno di 6/7 metri coperte da reti o da stuoie di paglia intrecciata volti a lasciar passare in quantità moderata sole e pioggia e proteggere, al contempo, il frutto dal vento, oltre a ritardare la maturazione del frutto rendendolo presente sul mercato fino alla fine dell’inverno. Come il limone, anche l’arancio è una coltivazione tradizionale della Penisola Sorrentina, risalente addirittura al 1300. A quei tempi costituiva una notevole fonte di reddito, poiché alimentava un’intensa corrente di esportazione diretta, via mare, ai principali mercati italiani ed europei, cosicché nei secoli la sua coltivazione si è ampliata e perfezionata. Il principale utilizzo delle arance sorrentine è quello della preparazione di marmellate ma la dolcezza particolare di questo agrume lo rende adatto ai dolci e oltre alle conserve si usa per torte, biscotti, scorzette candite e perfino per la preparazione del punch! Il succo di quest’arancia è consumato da secoli, come spremuta, presso i caratteristici chioschi degli acquafrescai napoletani.

26.01.2021

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