Un osservatorio esperto del cannocchiale e del microscopio

Ben oltre gli anni del dopoguerra le fornacelle delle nostre cucine e i bracieri di rame erano alimentati dal carbone. Ai più poveri era destinato quello di pessima qualità, con i tizzoni fumosi. I carbonai nelle loro botteghe, totalmente annerite, spalavano dai cumuli separati, e pesavano, le quantità richieste della loro merce indispensabile. Volti, mani e camici approssimativi erano permeati da quella nera polvere oleosa, tanto sottile da attraversare anche gli indumenti e raggiungere la nuda pelle.

Si narrava che uno di quei commercianti, indossando alla rovescia una maglia, avesse esclamato: benedetta la pulizia. Lo sporco non si vince così. Chi ha tenuto a battesimo questa neonata carta stampata, disprezza i sadici che godono, infierendo sulle piaghe ulcerate, e i masochisti, che si sentono gratificati dal piacere di sommare godurie di lamenti alle ingiurie subite.

Dalla maglia annerita del carbonaio di cui sopra, occorre evidenziare quel che di bianco resta nella cronaca e che, esemplarmente messo in luce, potrebbe farsi storia di un riscatto.

Crogiolarsi nelle negatività è indegno di una comunità civile. Benvenuto, quindi, un periodico che ponga in luce il bene che gli uomini fanno, uscendo fuori dal coro delle doglianze, comunque subite, e prendendo atto dell’eccellenze benemerite che propongono la nobile resistenza di chi non si smemora né della propria terra né del prossimo. È questo un modo di far politica dei valori, porli in evidenza, proteggerli perché si salvino da un naufragio, reale o paventato. Dalla confusione babelica delle urla partitiche contrapposte, emergono solo dubbi e non si lavano quei momenti, in cui qualcosa che vale, possa venir fuori, dal nostro tempo dell’incertezza e dal mondo sempre più complesso e impredicibile. Plaudiamo agli intenti di Buongiorno Napoli, sostanziati e storicizzati da una prassi di azioni sociali e di pratica di civici valori da parte dei consociati, che sollecitano la Città a porre in luce qual far bene che, se non deluso e oscurato, si evolverà nel far meglio, osando sperare di progredire. Buongiorno Napoli osa proporre un seme che germoglierà e fruttificherà secondo le aspettative.

L’inerzia consolidata non potrebbe mai ritardare la naturale metamorfosi che distingue le stagioni della vita, le quali dalla forma transitano nell’orma. Occorre dare un senso all’attraversamento che ha valore solo se non si percorre la vita dal nulla al nulla, accettando passivamente quei mali che, lasciati a se stessi, proliferano a dismisura. Siano i lodati, quindi, tutti coloro che si sacrificano per perseguire nobili intenti ed avere compagni di resistenza civile. Buongiorno allora alla Città, memore di tutte le resistenze storiche del proprio riscatto, ed ai giovani che, con entusiasmo responsabile, si accingono a rendere operativo un osservatorio dal quale apprendono ad usare il cannocchiale e il microscopio, per esplorare, valutare e porre in evidenza il bene di vivere presente nella Città.  

Angelo Calabrese

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