Scuola Cultura

L’Unicef ed il Consiglio Junior della Municipalità 5 Intervista alla Prof.ssa Clara Di Bernardo

Intervistiamo la Prof.ssa Clara Di Bernardo, delegata Unicef  Vomero – Arenella e coordinatrice, dal 1984, del Consiglio Junior della Municipalità 5.

Prof.ssa Di Bernardo, una vita spesa al fianco dei giovani, al fine di insegnar loro i valori della partecipazione democratica e della cittadinanza attiva. Al contempo,  la sua costante dedizione alle opere concrete di volontariato, per la salvaguardia dei diritti dei bambini e degli adolescenti più bisognosi. Come nasce questa sua encomiabile passione?

Ricordo con grande piacere il mio primo incontro con il mondo dell’Unicef. Avvenne nel 1980, in uno splendido convegno, tenutosi a Napoli a Castel dell’Ovo, dove venne presentato alle scuole napoletane il progetto Unicef di “Educazione allo Sviluppo” dal quale emergeva la necessità di un “cambio di ottica” che ponesse il bambino al centro delle proposte culturali delle scuola. Una proposta, questa, che richiedeva alla classe docente di introdurre, innovativamente, una “cultura dell’infanzia” in cui, effettivamente, il bambino diventava il centro dell’interesse.

Quali sono state, secondo lei, le tappe principali che l’Unicef ha percorso nel portare avanti il discorso della tutela dei minori in tutto il mondo?

L’Unicef nasce nel 1946 quando, alla fine delle guerre mondiali, ebbe il mandato dall’ONU di occuparsi dei bambini di tutto il mondo. In tale ottica, un passo fondamentale nel percorso evolutivo dell’Unicef è stato, senza dubbio, quello di individuare la necessità di porre in essere una legislazione che tenesse conto dei diritti indispensabili ad una crescita corretta dei fanciulli di tutto il mondo. In tal senso la “Dichiarazione dei Diritti dei Bambini” è stata la prima formulazione divenuta, poi, “Convenzione Internazionale dell’Infanzia” che è legge universalmente ratificata, ratifica fatta in Italia il 20 novembre del 1989. (legge n.176 del 27 maggio 1991)

Come, invece, si è concretizzato questo percorso nelle realtà locali?

Per rispondere a tale domanda, va innanzitutto detto che la struttura dell’Unicef prevedeva la costituzione di Comitati in ciascun paese del mondo, con una sede centrale a Ginevra con un relativo Presidente. Il Comitato italiano per l’Unicef ha avuto come primo Presidente Arnoldo Farina, fondatore di Unicef Italia. Molteplici sono stati gli stimoli culturali promossi dal Presidente Farina affinchè nella nostra realtà locale nascesse una nuova cultura dell’infanzia: dall’educazione allo Sviluppo, alla promozione della Convenzione Internazionale dei diritti dell’Infanzia, attraverso l’istituzione del programma “Sindaci difensori ideali dei Bambini”. Ed è da quest’ultimo progetto che è nata l’idea del Consiglio Junior; un progetto che trasferisce ai Sindaci, che hanno accettato tale nomina, la responsabilità di considerare prioritarie le politiche relative all’infanzia, entrando in contatto diretto con i piccoli cittadini i quali, preparati a loro volta a tale ruolo, hanno imparato ad esercitare il dialogo democratico, attraverso una concreta esperienza di cittadinanza attiva. Nella Municipalità 5, prima Circoscrizione Vomero – Arenella, il Consiglio Junior vive dal 1984, quando l’allora Presidente Mario Coppeto accolse la proposta Unicef, comprendendone la valenza educativa. Allo stesso modo e con lo stesso impegno, hanno aderito al progetto i successivi Presidenti, Alberto Patruno e Paolo de Luca, accettando di buon grado il dialogo con i giovani.

Cosa rappresenta per un giovane far parte del  Consiglio Junior e quali sono i compiti istituzionali di quest’ultimo, nell’ottica della partecipazione democratica?

Essere consigliere junior rappresenta, per i nostri giovani, la possibilità di partecipare al dialogo democratico, sentendosi responsabili di problematiche relative alla crescita propria e dei propri coetanei. Eletti nelle proprie scuole mediante regolari votazioni, che concludono campagne elettorali, i giovani consiglieri portano la voce dei propri compagni di scuola partecipando, ogni mese, ad un incontro, presso la Sala Consiliare “Silvia Ruotolo” della Municipalità 5, in cui porre le problematiche che interessano. Una pratica, dunque, di concreta cittadinanza attiva. Guidati dalle insegnanti referenti del progetto, gli allievi approfondiscono, nel corso dell’anno, le conoscenze relative alla tematica annuale proposta dall’Unicef, fino ad arrivare, nel mese di maggio, alla partecipazione al momento culminante della Marcia della Pace che da 25 anni, su proposta di Consiglieri Junior che hanno ritenuto che il coinvolgimento della cittadinanza possa contribuire ad un loro migliore futuro, si svolge per le strade del quartiere.

Quali sono state le tematiche affrontate finora?

Come anzidetto, è l’Unicef che, di anno in anno, propone una tematica ritenuta quella più inerente alla vita sociale in quel momento. Tali proposte tematiche tengono conto di quello che la Presidente regionale Campania, Prof.ssa Margherita Dini Ciacci,  chiama “strabismo umanitario”, un occhio al vicino ed uno al lontano. Nell’essere vicini ai disagi che l’adolescenza dei nostri giovani comporta, occorre aiutarli a crescere nella capacità di avere uno sguardo rivolto “all’altro” che impara a conoscere ed a riconoscere.

Sono esemplificative le tematiche approfondite fino ad oggi: i flussi migratori, con particolare riguardo a quello dei minori non accompagnati; il bullismo ed il cyberbullismo, per citare solo le ultime. Quest’anno, nell’anniversario dei 30 anni della Convenzione, i giovani chiedono all’Unicef, alle istituzioni, alle associazioni ed a tutta la società civile di ereditare un Ambiente che consenta di viverci e non di morire e si impegnano, in prima persona, a fare proposte e a portarle a conclusione. La scuola, ovviamente, è in prima linea, vicina ai ragazzi e alle insegnanti che scelgono di “stare dalla parte dei bambini”, aderendo alla proposta Unicef  “Verso Una scuola amica delle bambine e dei bambini”. Un progetto che vede quali temi centrali quelli dell’Accoglienza, della Protezione, dell’inserimento e dell’Inclusione delle diversità, al fine della formazione di giovani consapevoli dei propri e degli altrui diritti; della valorizzazione dell’esperienza diretta degli alunni e dell’esercizio dei Diritti/Doveri di cittadinanza.

Quale augurio può fare alle nuove generazioni di  docenti, alunni e genitori?

Auguro alle nuove generazioni di docenti di essere vicine ai propri alunni, accompagnandoli con entusiasmo nella loro percorso evolutivo. Il Progetto Unicef, in quanto proposta  di tematiche di carattere generale inerenti l’infanzia e l’adolescenza, può essere il collante che assembla la finalità generale conclusiva del percorso disciplinare di ciascun istituto. La valenza dei valori proposti può, poi, essere da stimolo per coinvolgere anche i genitori nell’accompagnare il processo di crescita sentimentale dei propri figli.

Ringraziamo la Prof.ssa Clara Di Bernardo per la sua testimonianza. Le sue parole ci portano a riflettere sull’importanza dell’azione educativa, intesa come trasmissione di valori e di amore per il prossimo. Una vera e propria missione, quella della Di Bernardo: instaurare nel quartiere Vomero – Arenella quel “cambio di ottica” che ponga il bambino al centro delle proposte culturali delle scuola, così come richiesto dall’Unicef. Una sfida che dura da circa quarant’anni e che vede, ogni anno, la partecipazione attiva degli alunni di innumerevoli scuole del territorio al dialogo democratico del Consiglio Junior, luogo in cui si affrontano problematiche “vicine e lontane”. Clara De Bernardo è per noi esempio tangibile di vita vissuta per il bene altrui, dove l’altro è rappresentato dai bambini di tutto mondo che, ancora oggi, vedono negarsi i propri diritti. Una vita vissuta ad insegnare l’arte della condivisione delle idee progettuali, per il benessere collettivo.

Potrebbe piacerti...