Cultura e Tradizioni

Buongiorno Napoli rende omaggio all’artista Gianni Festinese

Come non definirlo napoletano doc, essendo nato tra Piazza Vanvitelli e Via Bernini? In famiglia giunse per ultimo: fu il decimo, dopo nove figli. A quindici anni si innamorò di un amore fedele e scelse per compagna di tutta la vita la chitarra. Da quella non si è mai separato; anzi di giorno in giorno “l’amò più forte”, senza mai dimenticare che apprese i primi giri di note da Don Vincenzo, un vecchietto che lavorava nel laboratorio dove lui acquistò il primo strumento con il quale accompagnava il suo canto. Gianni e la sua chitarra, sempre cuore a cuore, dovettero per necessità lasciare Don Vincenzo che si era ammalato e che gli aprì le porte per accedere al Maestro  Caliendo.

Questo eccellente cultore della musica napoletana, grande amico di Roberto Murolo, che accompagnava degnamente nei concerti, contribuì a motivare ulteriormente la passione del giovane Festinese che si iscrisse presso un liceo musicale di Napoli per studiare solfeggio. Quando Murolo e Caliendo dovettero recarsi all’estero, per impegni lavorativi, il nostro chitarrista fu affidato alle cure del Maestro Alberto Continisio. Le lezioni non furono molte. Gianni Festinese aveva frequentato corsi di qualificazione e specializzazione presso le officine Olivetti di Ivrea, Everest di Crema e Gestener di Milano. Fu richiesto dall’Olivetti per ulteriori corsi di formazione  e così, nonostante gli impegni di lavoro, continuò a suonare con passione,  formando un duo con il chitarrista Antonio Compagna. La stoffa c’era, la voce era appassionata ed il suono delle chitarre calamitavano l’attenzione del pubblico nei vari localini dove si esibivano.

Verso la fine degli anni ‘70 la sua voce raggiunse un più vasto pubblico, grazie ad una emittente radiofonica che trasmetteva dal Vomero. Lo chansonnier confidenziale napoletano ampliò il  repertorio e transitò dalle più appassionate canzoni della tradizione a quelle di chiara risonanza internazionale, senza mai perdere di vista l’arguzia dei versi  e delle note che caratterizzano  la vena maliziosa, veramente nostra, che invita al sorriso. Ormai la sua voce ammaliante giungeva da Radio Antenna Capri, Radio Spaccanapoli, Radio Silver, Televomero, Telecapri, Canale 21, Telesorrento. La notorietà crebbe e Festinese fece cultura di sensibilità, buon gusto e raffinatezza. Il notissimo manager Dino Verde  gli volle offrire un contratto per suonare al Cairo. Il nostro artista e la sua compagna a sei corde erano ormai tanto richiesti che non c’era salotto o locale pubblico napoletano che non desiderasse la loro presenza. All’inizio degli anni ‘80 si rinsalda l’amicizia canora e musicale con Roberto Murolo e con il Maestro Sassofonista Austin Forte: si esibirono insieme in tutta la Campania. Non è agevole l’ascesa agli accumuli di riconoscimenti, medaglie, targhe che si sono sommate in una carriera nella quale il successo ha gratificato l’uomo Festinese per le sue doti di valori e di eleganza comportamentale.

L’artista Festinese è amato per la sua generosa disponibilità che lo qualifica nei rapporti sociali. L’Associazione Fabrizio Romano lo ha avuto accanto in occasioni importanti, specialmente quando si è trattato di realizzare un progetto di educazione ai sentimenti, rivolto a tutte le scuole di ogni Ordine e Grado di Napoli e Provincia. Così anche ai giovanissimi è stata offerta l’opportunità di apprezzare un artista che parlava la loro lingua e toccava i loro cuori. Non a caso, inoltre, la stessa Associazione ha voluto che Gianni Festinese festeggiasse i suoi primi cinquant’anni di carriera nella Sala Consiliare Silvia Ruotolo, della Municipalità 5. Ha testimoniato, così, la gratitudine dovuta ad un amico che ha seguito i percorsi dell’Associazione lungo i vent’anni dalla nascita. Questa nota rinnova i sensi dell’affetto e della stima che merita un grande cantante chitarrista napoletano.

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