Benessere Psicologico

La gestione della disabilità ai tempi del Coronavirus

Intervistiamo la dott.ssa Daniela Speranza, Garante in Politiche per persone con disabilità della Municipalità 5

Dott.ssa Speranza, stiamo attraversando un periodo complicato, che ci vede tutti chiusi nelle nostre abitazioni. Una condizione particolarmente difficile da gestire, soprattutto per le famiglie che hanno nel proprio nucleo persone con disabilita.

Sì, stiamo vivendo un momento particolarmente arduo, soprattutto per coloro che sono affetti da disabilità e per chi convive con loro. La disabilità, fisica e/o psichica, intesa come deficit cognitivo, intellettivo e relazionale, è una condizione che richiede particolari esigenze relative ad abitudini routinarie che, in questa circostanza, vengono a mancare. Il rischio principale al quale si va incontro è quello di compromettere i progressi già raggiunti, a causa di attività interrotte, oltre a destabilizzare e disorientare la persona che versa in tale stato.

Come si sta affrontando in Campania la questione della disabilità, in questo periodo di reclusione domiciliare?

Fortunatamente, nell’ambito delle attuali restrizioni per il contenimento del Covid-19, è stata concessa una proroga secondo la quale, ai soggetti con disabilità psichica o patologie psichiatriche per la gestione delle crisi comportamentali legate alle loro patologie, è consentito uscire di casa con l’assistenza necessaria di un accompagnatore, limitando allo stretto necessario la permanenza fuori casa e con le misure di prevenzione raccomandate (distanza interpersonale, uso di mascherine). Trattasi di una casistica che rientra nei casi di “salute e estrema necessità”, consentiti dalle disposizioni emanate per la gestione dell’emergenza sanitaria. Tale esigenza deve essere autocertificata ed è consigliabile, anche se non obbligatorio, portare con sé il certificato che attesti la condizione di disabilità rilasciato dal medico di base o dalla struttura che segue l’assistito.

Qual è la gestione attuale delle assistenze e delle terapie da parte dei centri ospitanti persone con disabilità?

In via generale, va detto che, ai fini del contenimento del virus Covid -19, è stata stabilita la chiusura dei centri semi residenziali e strutture riabilitative per disabili, ad esclusione delle strutture che effettuano prestazioni sanitarie indifferibili. Inoltre, sono state effettuate alcune precisazioni in merito alle strutture residenziali sociali e sociosanitarie. In particolare, in virtù di quanto stabilito dall’Istituto Superiore di Sanità, si è posta l’attenzione sulla corretta gestione delle persone ospitate in tali centri, al fine di prevenire possibili contagi e si è sottolineata l’azione dell’Unità di crisi volta a coordinare la raccolta dei fabbisogni relativi ai dispositivi di protezione individuale anche per i servizi sociali e sociosanitari.

Come ha reagito la scuola partenopea, rispetto all’inclusione degli alunni con disabilità e/o con Bisogni Educativi Speciali?

La nostra scuola è, senza dubbio, in prima linea nel coinvolgimento di tutti gli alunni, per assicurare all’intera platea scolastica la continuità del processo di apprendimento, nell’ottica della piena inclusione.  Sono tantissimi i docenti partenopei, sia di sostegno sia curricolari, impegnati nella didattica a distanza, al fine di mantenere la relazione con gli allievi DA, DSA e BES. Tanti gli strumenti utilizzati: dalle classi virtuali realizzate attraverso softwares come We School, Google classroom, alle videolezioni tramite Skype o Zoom. Ogni docente, cerca, con la propria modalità, di ri-creare il clima “classe”, al fine di ridurre le distanze, facendosi sentire vicino a tutti i propri alunni.

Ringraziamo la dott.ssa Speranza per la sua testimonianza e cogliamo l’occasione per fare un plauso a quanti sono vicini a chi vive questo particolare momento con maggiore difficoltà, a causa di una presente disabilità. Un grazie, dunque, alle istituzioni, alle società sanitarie ed alle scuole partenopee che lavorano, ogni giorno, per cercare di restituire alle fasce più deboli quella “normalità” purtroppo sottratta.

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