Il ritorno a scuola tra incertezze e prospettive

“In fila per due e l’ultimo chiuda la porta!”

Quanti di noi a scuola hanno sentito ripetere ogni giorno questa frase?

Due, mai soli. Due seduti allo stesso banco. Due nelle coppie scelte per la recita scolastica. Due sull’autobus. Due, tre, quattro, cinque e anche più durante la ricreazione.

Siamo stati abituati sin dal primo giorno in classe a condividere spazi, tempi e oggetti. Con estrema naturalezza matite e colori viaggiavano tra i banchi da mano a mano.

La scuola come luogo di educazione, crescita e socialità in cui sentirsi protetti e parte essenziale di un gruppo, ha subito gli effetti inevitabili e drammatici della pandemia e ancora di più della conseguente imposizione del distanziamento sociale.

I bambini sono tornati tra i banchi di scuola dopo un periodo, a detta di alcuni genitori, di irragionevole assenza, impauriti e disorientati. Tra le tante lezioni che potevano prefigurarsi davanti al loro fulgido percorso scolastico, mai avrebbero potuto immaginare che la più dura di tutte sarebbe stata quella che insegna a mantenere le distanze.

In alcuni casi l’orario ridotto ha strategicamente impedito gli incontri fugaci tra le varie classi, in altri i banchi monoposto hanno, solo parzialmente, offerto una soluzione per evitare il “braccio a braccio” tra gli oramai ex-compagni di banco.

Se il lockdown ha rappresentato un vero e proprio terremoto nella vita dei più piccoli, che all’improvviso hanno perso la loro struttura di riferimento, il periodo di rientro non è stato dispensato da ulteriori scosse di assestamento.

La scuola c’è ma non è più la stessa.

Il Covid-19 ha lanciato una sfida anche ai maestri ed ai professori che dovranno reinventare un nuovo modo di insegnare, a piccole dosi e a volte anche a distanza, a stare insieme nonostante tutti i limiti imposti, a coltivare i rapporti, a continuare a confrontarsi, a sviluppare il senso civico che consente di affrontare la vita in comune, a preservare quel senso di appartenenza ad un insieme, che in questo caso è la classe, ma che in futuro sarà la società.

23 Settembre 2020

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