L’orgoglio civico: i propri autorevoli riferimenti

La voce comune, poco propensa a riconoscere i pregi di quei diavoli dei napoletani cui era toccato in sorte di vivere in un Paradiso, generalizzando, li caratterizzava nel passato,  di cui mai si è spenta l’eco,come poco propensi al lavoro e furbescamente attivi nell’arte di arrangiarsi.

Non vale neppure la pena di discuterne nei nostri giorni, in cui, mentre si cerca di dimostrare che i posti di lavoro godono di qualche incremento, la disoccupazione cresce a dismisura e s’infoltiscono mali e rimedi in una selva selvaggia, fuori della quale si teorizza, ma nessuno osa avventurarsi nell’indistricabile.

Buongiorno Napoli, per diretta esperienza, ha verificato che dovunque gli uomini di buona volontà siano stati impegnati in lavori produttivi, hanno dato prova di generoso impegno e di messa a frutto di risorse creative. Quelle non sono mai venute meno e, per fortuna, dal gran mare dei naufragi, grazie all’intraprendenza e al sacrificio, qualcuno, persuaso all’ esperienza di rapporti associativi, nel male comune, è riuscito a mantenersi a galla.

Si son trovati però a fare i conti con le leggi del fisco  e con estorsioni imperiose d’altro genere, per le quali si potrebbe far ricorso a rimedi drastici, partendo dal basso, dalle radici che portano linfa ai robusti tronchi che prosperano e ramificano. No comment. Non vengono da noi questi propositi di sogni e speranze, ma dalla gente comune, esasperata di parlarne e,  intanto, contraddetta da voci più sonore che mettono a tacere, tagliando corto nelle conclusioni: “si darebbe vita ad una disoccupazione sfrenata”. Teorie dall’alto, disagi e commenti tra rabbia e  rassegnazione nei quotidiani discorsi, che si accendono spontanei, perché la lingua batte dove il dente duole. Noi siamo con gli onesti che sopportano la fatica in attesa della dignità consacrata da un lavoro che metta a frutto le reali competenze: non debbono mai essere mortificate dall’omologazione che appiattisce e mortifica.

Buongiorno Napoli non si stancherà mai di ribadire questo concetto, essenziale per evidenziare i reali talenti e riconoscere i giusti meriti.

Per noi le nuove botteghe artigiane, respirando l’aria della Tradizione, devono proporsi per quelle innovazioni che rispettino l’ottica del mercato nazionale ed internazionale e ne prevedano la domanda  nell’incalzare dell’offerta concorrenziale.

 Non sappiamo come e quando si potranno adeguare salari e prezzi alle possibilità degli esclusi dal campo di battaglia. Il nostro osservatorio, intanto, ci consente di prendere atto di tutti i meriti esclusivi delle nostre eccellenze, dei risultati positivi, delle altissime Scuole di specializzazione alla quali accorrono, in massa, si parla di centinaia di stranieri, per accedere alle conquiste scientifiche: specie in campo medico ci pongono all’avanguardia. Questa è la Città che si fa amare al di sopra della dispute che si placheranno solo quando i partitici rinsaviranno e prenderanno atto di essere stati votati per fare i politici e risolvere, coniugando capacità e valutandole senza opposizioni bellicose.  Chi non ha ancora mandato il cervello all’ammasso è inerme; è stufo di tragedie nazionali, regionali, comunali, rionali, e perché no, di intere famiglie. Di quelle la televisione ci fa prendere atto, tra miserie umane e ricorso alla legge. Napoli esprime eccellenze, nonostante il crollo dei sistemi economici, con grande soddisfazione del Capitale che non teme offese, anzi s’ingrassa dovunque ponga mano per interventi a basso prezzo ed alte speculazioni. La verità, già autorevolmente sostenuta e che ci sembra degna di seguito, è quella di chi ha attivato una macchina perversa di cui non si conosce il funzionamento, perché ostile ad ogni tentativo di collaudo.

Vale per l’internazionalità dei ricatti che si appianano con gli scambi economici, per la nazione inserita in un sistema di freni e cautele, per la nostra città  operosa che resiste nonostante i figli restino in famiglia, i laureati si scoraggino, gli studi s’interrompano, i desideri prevalgano ed è difficilissimo porvi rimedio.

Il nostro plauso va alla intelligenze creative, a chi attinge a risorse che attendono chi le scopra, cioè le inventi, nel senso concreto del verbo latino, che a Napoli appartiene. Nei nostri progetti, non a lunga scadenza, c’è quello di dare volto e nome alle eccellenze benemerite, ai nostri  illustri concittadini, perché  è opportuno contribuire alla loro conoscenza. Sono esemplari nel presente  degli Uomini umani, sapienti per senno e impegni sociali. Sono pilastri di ponti che non crollano e per noi rappresentano inequivocabili riferimenti. 

Angelo Calabrese     

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